La pensione · lezione 3 di 4

Il TFR: lasciarlo o spostarlo

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Il problema
66.667 €

È il TFR accumulato in trent'anni con una retribuzione lorda di 30.000 €, senza contare le rivalutazioni. Su quella cifra hai una scelta da fare — lasciarlo in azienda o versarlo a un fondo pensione — e la maggior parte delle persone l'ha fatta senza saperlo, per silenzio-assenso, entro sei mesi dall'assunzione.

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Il concetto

Il TFR è retribuzione differita: circa un tredicesimo e mezzo dello stipendio lordo, accantonato ogni anno e pagato quando lasci l'azienda. È già tuo; la domanda è solo dove lo tieni nel frattempo.

Lasciato in azienda si rivaluta per legge dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione. Con inflazione al 3% fa il 3,75% l'anno: modesto, ma prevedibile e senza rischio di mercato. Sopra i 50 dipendenti il TFR va comunque al Fondo di Tesoreria INPS, che applica la stessa rivalutazione.

Versato a un fondo pensione, il rendimento dipende dal comparto che scegli — garantito, obbligazionario, bilanciato, azionario — e non è garantito. In cambio ottieni tre vantaggi fiscali reali.

La tassazione finale scende. Il TFR in azienda è tassato con l'aliquota media IRPEF degli ultimi anni (indicativamente 23-35%); nel fondo pensione la tassazione parte dal 15% e scende fino al 9% con l'anzianità di partecipazione. Su decine di migliaia di euro la differenza è grossa.

I contributi volontari sono deducibili fino a 5.164,57 € l'anno — cioè abbassano il reddito su cui paghi le tasse oggi.

Molti contratti prevedono un contributo del datore di lavoro se aderisci al fondo di categoria: soldi in più che ricevi solo aderendo. Quando c'è, è quasi sempre la voce che pesa di più nella decisione.

E il costo di tutto questo? La liquidità. Il TFR in azienda lo prendi quando esci; nel fondo pensione i soldi sono vincolati fino alla pensione, salvo anticipazioni previste per casi specifici (spese sanitarie gravi, prima casa, e una quota dopo otto anni di iscrizione). È una scelta poco reversibile: si può cambiare comparto, non si può riportare indietro il TFR già versato.

Le tre domande da farsi, in quest'ordine: il mio contratto prevede un contributo del datore? Quanto mancano alla pensione? — più tempo c'è, più i vantaggi fiscali e i rendimenti hanno spazio per lavorare. E: potrei aver bisogno di quei soldi prima? Se la risposta è sì e non hai un fondo di emergenza, quello viene prima di tutto.

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Verifica al volo

Qual è il costo principale di versare il TFR a un fondo pensione?

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Sui tuoi numeri

Guarda quanto pesa il gradino che il TFR dovrebbe contribuire a colmare: è il contesto in cui questa scelta ha senso.

Apri lo strumento
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La tua azione di questa settimana
Controlla se il tuo contratto prevede un contributo del datoreCerca nel contratto collettivo o chiedi all'ufficio del personale se aderendo al fondo di categoria l'azienda versa una quota. È l'informazione che pesa di più nella decisione, ed è quella che quasi nessuno verifica.

Il traguardo si sblocca facendo la cosa, non leggendo la lezione.

Simulazione a scopo didattico: non è consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento. Ragioniamo per categorie di strumenti, mai per prodotti specifici, e non riceviamo commissioni da banche, SGR o intermediari.

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