Il TFR: lasciarlo o spostarlo
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È il TFR accumulato in trent'anni con una retribuzione lorda di 30.000 €, senza contare le rivalutazioni. Su quella cifra hai una scelta da fare — lasciarlo in azienda o versarlo a un fondo pensione — e la maggior parte delle persone l'ha fatta senza saperlo, per silenzio-assenso, entro sei mesi dall'assunzione.
Il TFR è retribuzione differita: circa un tredicesimo e mezzo dello stipendio lordo, accantonato ogni anno e pagato quando lasci l'azienda. È già tuo; la domanda è solo dove lo tieni nel frattempo.
Lasciato in azienda si rivaluta per legge dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione. Con inflazione al 3% fa il 3,75% l'anno: modesto, ma prevedibile e senza rischio di mercato. Sopra i 50 dipendenti il TFR va comunque al Fondo di Tesoreria INPS, che applica la stessa rivalutazione.
Versato a un fondo pensione, il rendimento dipende dal comparto che scegli — garantito, obbligazionario, bilanciato, azionario — e non è garantito. In cambio ottieni tre vantaggi fiscali reali.
La tassazione finale scende. Il TFR in azienda è tassato con l'aliquota media IRPEF degli ultimi anni (indicativamente 23-35%); nel fondo pensione la tassazione parte dal 15% e scende fino al 9% con l'anzianità di partecipazione. Su decine di migliaia di euro la differenza è grossa.
I contributi volontari sono deducibili fino a 5.164,57 € l'anno — cioè abbassano il reddito su cui paghi le tasse oggi.
Molti contratti prevedono un contributo del datore di lavoro se aderisci al fondo di categoria: soldi in più che ricevi solo aderendo. Quando c'è, è quasi sempre la voce che pesa di più nella decisione.
E il costo di tutto questo? La liquidità. Il TFR in azienda lo prendi quando esci; nel fondo pensione i soldi sono vincolati fino alla pensione, salvo anticipazioni previste per casi specifici (spese sanitarie gravi, prima casa, e una quota dopo otto anni di iscrizione). È una scelta poco reversibile: si può cambiare comparto, non si può riportare indietro il TFR già versato.
Le tre domande da farsi, in quest'ordine: il mio contratto prevede un contributo del datore? Quanto mancano alla pensione? — più tempo c'è, più i vantaggi fiscali e i rendimenti hanno spazio per lavorare. E: potrei aver bisogno di quei soldi prima? Se la risposta è sì e non hai un fondo di emergenza, quello viene prima di tutto.
Qual è il costo principale di versare il TFR a un fondo pensione?
Guarda quanto pesa il gradino che il TFR dovrebbe contribuire a colmare: è il contesto in cui questa scelta ha senso.
Apri lo strumentoIl traguardo si sblocca facendo la cosa, non leggendo la lezione.
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