La cassa previdenziale
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È l'aliquota della Gestione Separata INPS per chi non ha una cassa professionale: su 39.000 € di reddito imponibile fanno circa 10.167 € l'anno di soli contributi. È la voce più pesante del tuo carico, più dell'imposta — e a differenza delle tasse non è un costo secco: costruisce la tua pensione. Il problema è che quasi nessuno la guarda come tale.
Da autonomo i contributi finiscono in uno di tre posti, e cambia parecchio.
La Gestione Separata INPS riguarda professionisti senza albo e collaboratori: aliquota intorno al 26-27% del reddito, versata da te. Non ha contributi minimi: se guadagni poco, versi poco.
Le casse professionali — avvocati, ingegneri e architetti, commercialisti, medici e altre — hanno regole proprie: aliquote, minimi obbligatori e prestazioni decise da ciascuna cassa. Qui i contributi minimi di solito ci sono, e vanno versati anche in un anno andato male.
La gestione artigiani o commercianti, per chi ha impresa individuale: prevede un contributo fisso minimo annuo — nell'ordine dei 4.000 € — dovuto anche se l'attività non ha incassato nulla. È la sorpresa più dura per chi apre pensando che si paghi in proporzione al guadagno: quella è la Gestione Separata, non questa.
Due cose che riguardano tutti.
I contributi sono deducibili: abbassano il reddito su cui paghi l'imposta, quindi il loro costo reale è inferiore a quello nominale. Nel forfettario la deduzione avviene prima del calcolo dell'imposta sostitutiva.
Le carriere miste vanno ricomposte. Se hai lavorato da dipendente e poi da autonomo, i contributi stanno su gestioni diverse. Non si perdono, ma per farli contare insieme servono procedure — ricongiunzione, totalizzazione, cumulo — che hanno costi e requisiti molto diversi fra loro. È materia da patronato o consulente del lavoro, e conviene informarsi molto prima di essere vicini alla pensione, quando alcune opzioni non sono più disponibili.
L'ultima considerazione è quella che rende questa lezione parte del percorso: l'autonomo ha quasi sempre un tasso di sostituzione più basso del dipendente, perché ha aliquote inferiori, nessun TFR e più facilmente periodi scoperti. Il gap previdenziale, per te, è probabilmente più grande — ed è un motivo in più per calcolarlo adesso.
Hai una ditta individuale iscritta alla gestione commercianti e quest'anno non hai incassato nulla. Paghi contributi?
Prova con un tasso di sostituzione più basso di quello di un dipendente: per un autonomo è lo scenario più realistico.
Apri lo strumentoIl traguardo si sblocca facendo la cosa, non leggendo la lezione.
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