Quanto accantonare per le tasse
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È quanto può capitare di dover versare in un solo anno a un forfettario che ne deve 14.492: il saldo dell'anno appena chiuso più l'acconto per quello in corso, che arrivano insieme. È il momento in cui salta la maggior parte delle partite IVA giovani — non perché guadagnino poco, ma perché hanno speso soldi che non erano loro.
Con la partita IVA nessuno trattiene niente per te. Quello che ti arriva sul conto contiene i tuoi soldi e quelli dello Stato mescolati insieme, e distinguerli è compito tuo. È la differenza più grossa rispetto al lavoro dipendente, e la causa di quasi tutti i guai dei primi anni.
La regola pratica: appena incassi una fattura, sposta subito una quota su un conto separato e considerala non tua. Quanto? Nel forfettario, contributi più imposta valgono indicativamente il 30-35% dei ricavi (nell'esempio di Forfettario o ordinario: 29%). In regime ordinario si sale, e con l'IVA da versare si arriva spesso al 45-50%. Meglio accantonare un po' troppo che un po' troppo poco: l'eccedenza resta tua, il deficit no.
Il conto separato non è un vezzo organizzativo — è l'unico modo che funziona. Finché quei soldi stanno sul conto principale sembrano disponibili, e prima o poi vengono spesi. È lo stesso principio del fondo di emergenza tenuto separato.
E adesso la trappola del secondo anno, quella che nessuno ti spiega quando apri la partita IVA. Il primo anno versi solo il saldo di quanto hai guadagnato. Dal secondo anno versi il saldo dell'anno chiuso più l'acconto per l'anno in corso, calcolato sull'anno precedente. Nell'esempio: 14.492 € di saldo più 14.492 € di acconto, 28.984 € nello stesso anno.
Non stai pagando il doppio delle tasse: stai anticipando quelle dell'anno in corso, e negli anni successivi il carico si stabilizza. Ma se quei soldi non li hai messi da parte, quel momento è un disastro — e capita proprio quando l'attività sta iniziando ad andare bene.
Una nota per chi ha un anno in crescita: l'acconto si calcola sull'anno precedente, quindi se quest'anno guadagni molto di più, il conguaglio dell'anno prossimo sarà pesante. Accantona sulla base di quello che stai guadagnando adesso, non di quanto hai versato l'anno scorso.
Perché il secondo anno di partita IVA si versa molto più del primo?
Metti come entrata il netto dopo l'accantonamento, non il fatturato: è l'unico modo di sapere quanto puoi davvero spendere.
Apri lo strumentoIl traguardo si sblocca facendo la cosa, non leggendo la lezione.
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