La fiscalità: il 26% e dintorni
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È la differenza di tasse su 10.000 € di guadagno, a seconda di dove l'hai ottenuto: 2.600 € con l'aliquota ordinaria del 26%, 1.250 € con il 12,5% riservato ai titoli di Stato. Stesso guadagno, stesso rischio preso, tredicicento euro di differenza — decisa solo dalla categoria dello strumento. È il motivo per cui la fiscalità non è un dettaglio da lasciare al commercialista.
In Italia i guadagni da investimenti si tassano con un'imposta sostitutiva, che si applica solo quando realizzi — cioè quando vendi. Finché non vendi, non paghi nulla.
Le aliquote sono due. 26% è l'ordinaria: azioni, ETF, fondi, obbligazioni societarie. 12,5% è quella agevolata per i titoli di Stato italiani ed equiparati — BTP, BOT, e i titoli di Stati in white list. Non è un premio alla bravura: è lo Stato che rende più conveniente prestargli soldi.
Poi c'è l'imposta di bollo: 0,20% l'anno sul controvalore del dossier titoli. Come sul conto deposito, si paga sul capitale e non sul guadagno — quindi la paghi anche negli anni in cui perdi. Su 50.000 € sono 100 € l'anno, 2.000 € in vent'anni.
Accumulazione o distribuzione, in numeri. Se il fondo reinveste i dividendi invece di versarteli, rimandi la tassazione alla vendita. Su 20.000 € investiti per vent'anni il vantaggio è di circa 1.150 €: reale, ma modesto — non è la ragione principale per scegliere, è un motivo in più a parità di tutto il resto.
E ora la trappola italiana più famosa, quella che sorprende quasi tutti. Le minusvalenze — le perdite realizzate — si possono compensare con i guadagni successivi entro quattro anni, riducendo le tasse. Ma non con tutti: si compensano solo con i redditi diversiPlusvalenze da vendita di azioni, obbligazioni, certificati. Sono compensabili con le minusvalenze pregresse., non con i redditi di capitaleDividendi, cedole e guadagni da fondi ed ETF. NON sono compensabili con le minusvalenze..
La conseguenza pratica è paradossale: se guadagni con un ETF non puoi usare le minusvalenze che hai in pancia, ma se perdi con un ETF quella perdita diventa una minusvalenza. L'asimmetria è a favore dell'erario, ed è scritta nella legge, non un'invenzione della tua banca.
Ultima cosa, che ti risparmia lavoro: con il regime amministrato — quello di default nelle banche italiane — è l'intermediario a calcolare e versare le imposte per te. Con il dichiarativo, tipico dei broker esteri, te ne occupi tu in dichiarazione. Non è meglio o peggio: è tempo e attenzione contro qualche costo in meno.
La fiscalità cambia con le leggi di bilancio e dipende dalla tua situazione: per il tuo caso specifico la persona giusta è un commercialista. Qui trovi le regole generali, per sapere di cosa si parla.
Hai 3.000 € di minusvalenze accumulate e guadagni 3.000 € vendendo un ETF. Compensi?
I costi si sommano alle tasse: il confronto ti mostra quanto pesa la parte su cui puoi davvero incidere.
Apri lo strumentoIl traguardo si sblocca facendo la cosa, non leggendo la lezione.
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